Rapporto di dicembre sulle cellule dormienti – L’Isis uccide civili legati alla DAANES a Deir ez-Zor

Membri delle forze di commando dell’SDF durante un’esercitazione contro l’Isis (Foto: Baderkhan Ahmad)

 

Punti chiave:

– sedici attacchi confermati nella NES da parte di cellule dormienti dell’Isis a dicembre, in aumento rispetto agli undici di novembre;
– gli attacchi dell’Isis hanno causato cinque morti e sette feriti tra i civili e dodici morti e sette feriti tra i militari;
– le SDF e le Asayish hanno ucciso un alto funzionario dell’ISIS nel campo di al-Hol;
– gli assassini delle cellule dormienti hanno preso di mira civili legati alla DAANES a Deir ez-Zor;
– l’intelligence turca assume la responsabilità di un attentato rivendicato dall’Isis quasi cinque mesi prima.

L’Isis ha condotto sedici attacchi confermati di cellule dormienti a dicembre, quattordici dei quali si sono verificati a Deir ez-Zor. In particolare, sono stati compiuti tre attacchi contro lavoratori civili della DAANES, tutti avvenuti il 15 dicembre: Munir Abd al-Mahbash, membro del Consiglio civile di Deir ez-Zor, assassinato in un attacco con armi da fuoco ad Abu Khashab; Ismail al-Laban, funzionario dell’amministrazione del carburante di DAANES, ucciso; Abdulkarim al-Jalud, funzionario municipale, ferito durante un attacco nella città di al-Kishkiyah; un membro di una Comune locale di Abu Khashab, assassinato lo stesso giorno. Sebbene l’Isis non abbia rivendicato direttamente gli attacchi, diverse fonti locali hanno indicato il gruppo come autore. Questa ondata di omicidi contro civili affiliati alla DAANES a Deir ez-Zor esemplifica l’enfasi dell’Isis post-califfato nel dissuadere le persone dal collaborare con la DAANES instillando paura nella popolazione.

 

Il corpo dell’emiro dell’ISIS Abu Obeida al-Iraqi e le attrezzature catturate dopo il raid del 27 dicembre
nel campo di al-Hol.

 

Il 29 dicembre, le SDF hanno reso noti i dati relativi alle operazioni di contrasto all’Isis per il 2023, dichiarando 73 operazioni e 352 arresti (tra cui sei emiri dell’Isis). Va notato che questi dati sono relativi solo alle operazioni condotte dall’SDF, senza includere quelle delle Asayish. Nel solo mese di dicembre sono state condotte diverse operazioni di rilievo contro membri chiave dell’Isis. Il 4, l’SDF ha arrestato un funzionario dell’Isis addetto alla distribuzione di armi, Abu Khattab, a Raqqa. 10 giorni dopo, l’SDF ha condotto un altro raid – in collaborazione con le forze della Coalizione – arrestando lo stratega dell’Isis Abdulbasit al-Hajji, responsabile della pianificazione di attacchi a Raqqa. Il 27 dicembre, un’operazione congiunta SDF-Asayish-Coalizione nel campo di al-Hol ha preso di mira un alto funzionario dell’Isis, Abu Obeida al-Iraqi. Quando quest’ultimo ha rifiutato di arrendersi, gli Asayish hanno aperto il fuoco, uccidendo al-Iraqi e sua moglie, Umm Aisha. Secondo una dichiarazione delle Asayish, i due stavano pianificando un attacco alle forze di sicurezza del campo.

Il 14 dicembre, il Congresso degli Stati Uniti ha approvato il bilancio annuale della difesa per il 2024, che include 156 milioni di dollari per “combattere lo Stato Islamico in Siria”. Sebbene la maggior parte di questi fondi sia destinata agli sforzi anti-ISIS nella NES, una parte va anche al presidio più piccolo della Coalizione ad al-Tanf, nel sud-est della Siria. L’importo stanziato è inferiore di 27,6 milioni di dollari rispetto al budget del 2023.

Questo mese, inoltre, la BBC Monitoring ha pubblicato un rapporto che illustra i modelli di attività dell’ISIS a livello globale di quest’anno rispetto agli anni passati. Nonostante la costante diminuzione delle attività in Siria e in Iraq, il rapporto afferma che l’Isis ha ampliato la sua influenza e la sua forza nei suoi rami in Africa e in Asia orientale. Sebbene in termini numerici l’attività dell’Isis nella NES possa essere minore rispetto al passato, i dati di DAANES e delle SDF indicano la incessante attività delle cellule dormienti come un ostacolo importante che impedisce lo sviluppo della stabilità e della sicurezza nella regione.

Roni Welat (al centro).

 

Un’altra novità di dicembre è stata la pubblicazione da parte dei servizi segreti turchi, il MIT, della loro presenza nell’area di Deir ez-Zor, rivendicando la responsabilità dell’assassinio con un ordigno esplosivo del 5 dicembre dell’alto comandante delle SDF, Roni Welat. È la prima volta che il MIT riferisce di aver condotto un’operazione a Deir ez-Zor: Welat è stato ucciso a oltre 200 km dal confine turco. Lavorava coordinandosi con le tribù locali e la Coalizione nella lotta contro l’Isis a Deir ez-Zor. La forza della presenza di cellule di intelligence turche a Deir ez-Zor – e la loro relazione con le cellule dormienti dell’Isis – non è chiara, tuttavia il 29 dicembre le SDF hanno sottolineato che il MIT ha recentemente ammesso la responsabilità di un attacco a Tabqa che l’Isis aveva già rivendicato quasi cinque mesi prima.

 

Mappa del RIC: le posizioni degli attacchi dei droni turchi del 25 e 26 dicembre vicino ad Allaya sono indicate dalle spunte rosse, la prigione di Allaya è indicata con la freccia rossa.

 

Il 25 e 26 dicembre la Turchia ha effettuato una serie di attacchi aerei sulla NES, colpendo anche diverse località nelle vicinanze della prigione Allaya di Qamishlo. Allaya è una delle due prigioni principali di Qamishlo in cui sono detenuti membri dell’Isis, l’altra è la prigione di Jerkin. In questi attacchi la Turchia ha preso sistematicamente di mira anche i posti di blocco di Asayish, minacciando la sicurezza interna della città. Questi attacchi hanno fatto eco a quelli del novembre 2022, quando la Turchia ha preso di mira le vicinanze della prigione di Jerkin e del campo di al-Hol, provocando un aumento dell’attività dell’Isis e il tentativo di fuga di venti donne dal campo di al-Hol.

Inoltre, questo mese l’ufficio di informazione SOHR, con sede nel Regno Unito, ha riferito che 7 prigionieri dell’ISIS sono fuggiti dalla prigione di al-Rai, amministrata dalla divisione Sultan Murad dell’SNA nelle zone occupate dalla Turchia. SOHR ha osservato che non è chiaro se l’evasione sia avvenuta con la collaborazione delle guardie e dell’amministrazione carceraria.

 

Questo mese una delegazione kirghisa ha discusso del rimpatrio durante un incontro con il Dipartimento Relazioni Estere della DAANES.

 

A dicembre si sono registrati alcuni movimenti di rimpatrio internazionale dalla NES: il Regno Unito ha rimpatriato una donna e cinque bambini e il Kirghizistan ha rimpatriato ventisette donne e sessantanove bambini. In totale, 692 persone straniere legate all’ISIS sono state rimpatriate dalla NES nel 2023, secondo i dati del RIC, compresi diciotto prigionieri maschi dell’Isis dall’Arabia Saudita.